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Giovedě 24 Dicembre 2009 // Venezia

Bilancio 2010. assessore coppola: “povero veneto”

Povero Veneto, quest’anno i gruppuscoli della minoranza sinistra che ammorba Palazzo Ferro Fini, hanno deciso che per i nostri concittadini non ci sarà l’approvazione del bilancio e della finanziaria entro il 31 dicembre 2009. Con un blocco dei lavori posto in essere con un ostruzionismo tanto pervicace quanto insensato la sinistra, che ci auguriamo non possa mai arrivare a governare la nostra regione, perde tempo riempiendosi la bocca blaterando di cose importanti da fare, di situazioni gravi dove intervenire, di crisi che necessita di essere affrontata in maniera adeguata, dei poveri cittadini privati di servizi e lavoro che vanno tutelati. Ai nostri concittadini vale la pena di spiegare quello che questi tromboni, che vogliono rinviare irresponsabilmente l’approvazione del bilancio a chissà quando, non dicono sulle conseguenze di questo atteggiamento a dir poco suicida. La mancata approvazione del bilancio previsionale 2010 comporterà il completo blocco dei pagamenti relativi non soltanto alla nuova spesa di competenza dell’anno venturo ma anche al pagamento delle obbligazioni già assunte nel corso degli esercizi precedenti.

Traducendo in termini effettivi, quanto sopra significa, fra l’altro:

  • Il blocco del trasferimento mensile alle usl per la fornitura dell’assistenza sanitaria (645 milioni di euro)
  • Il blocco dei trasferimenti agli enti locali e alle partecipate regionali per il pagamento tra le altre cose:

-          di appalti e forniture da parte di imprese;

-          di finanziamenti delle funzioni conferite (un esempio su tutti il finanziamento dei centri di formazione professionale) 

  • Il blocco dei trasferimenti per il pagamento dei servizi sociali, fra cui in primis il fondo per la non autosufficienza, che ammonta a quasi 700 milioni di euro;
  • Il blocco del pagamento degli stipendi del personale
  • Il blocco della corresponsione  degli emolumenti a consiglieri e agli assessori.

La gravità di quanto sopra, già di per sé di tutta evidenza, è ulteriormente amplificata nella presente contingenza economica. In un momento di crisi come quello attuale, il blocco dei pagamenti sopra descritti significa non fare pervenire alle imprese e alle famiglie flussi di risorse che, già importanti in tempi normali, diventano vitali in epoca di crisi. In altre parole, tutti gli sforzi profusi dalla Regione per fronteggiare con misure anche straordinarie la crisi incombente, (le integrazioni degli ammortizzatori sociali, i contributi ai confidi, le cessioni pro soluto dei crediti regionali…) verrebbero totalmente vanificati.

Insomma chi farà saltare l’approvazione del bilancio, spero sia conscio della responsabilità che si assume. Da tale responsabilità escludo assolutamente l’operato della Giunta, la quale, a maggior ragione in vista del grave periodo presente, ha fatto di tutto per consentire che il bilancio fosse presentato alle Commissioni prima e all’Aula poi entro i termini temporali più congrui. Mi appello infine al buon senso di tutti coloro, dalle associazioni di categoria ai sindacati, dal mondo del volontariato a quello della scuola pubblica e paritaria, dai rettori delle università al mondo della cultura (e in particolare ai 160 firmatari della petizione al Presidente Galan) che possano in qualche modo far valere la voce del vero Veneto perché si ponga fine a questa vergognosa e inconcludente pantomima.