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Mercoledė 23 Dicembre 2009 // Forlė

Agricoltura Forlė Cesena

I numeri in Agricoltura nel 2008
Pubblicato dalla Camera di Commercio di Forlì-Cesena il Quaderno di Statistica “Agricoltura 2008” – Disponibili, anche sul sito, una serie di dati su diversi aspetti della realtà agricola locale molti dei quali suddivisi per Comune

La Camera di Commercio di Forlì-Cesena ha pubblicato il fascicolo della serie “Quaderni di Statistica”, dedicato all’“Agricoltura” con gli aggiornamenti relativi all’anno 2008.
Il quaderno, gratuito e consultabile anche sul sito camerale all’indirizzo www.fc.camcom.it., è curato dall’Ufficio Statistica e Studi dell’Ente che così mette a disposizione di operatori, esperti e studiosi del settore, un ricco patrimonio di informazioni e dati relativi a clima, coltivazioni, uve, mezzi di produzione, zootecnia e macellazioni, PLV, numero delle imprese iscritte al Registro Imprese.
Questa è senza dubbio una delle pubblicazioni camerali “storiche”: era edita infatti negli anni Sessanta col titolo “Aspetti dell’agricoltura forlivese”; fino al 1995 i dati provinciali comprendevano anche l’area riminese, poi a partire dal 1996 si iniziò a quantificare i fenomeni con la distinzione fra Forlì-Cesena e Rimini. Pur tenendo conto della “cesura” che si è creata in seguito a questo fatto, tuttavia la serie storica permette il raffronto nel tempo e fa emergere i mutamenti intervenuti in uno dei settori chiave della nostra economia.
In sintesi i dati più rilevanti relativi ai comprensori di Forlì e Cesena, scaturiti dal confronto: nel 1967 vi erano 3.870 poderi “abbandonati dal colono” per una superficie di oltre 64.000 ettari, saliti a 4.347 l’anno successivo con quasi 70.000 ettari. Nel 1968 la superficie coltivata a frumento sfiorava i 40 mila ettari, mentre oltre 5.500 ettari erano occupati dalla barbabietola da zucchero. I capi bovini erano poco meno di 58.000 capi. Nel 1972 in provincia vi erano già 8.341 trattrici - si ricorderà che negli anni precedenti si erano avuti i famosi “piani verdi”: un poderoso investimento del Ministero dell’Agricoltura, attraverso i Consorzi Agrari, per meccanizzare ed innovare l’agricoltura italiana- .
Negli anni più recenti – dal 1996 - si notano nell'agricoltura forlivese evidenti cambiamenti:
- Il patrimonio boschivo aumenta lievemente passando dai 63.058 ettari del 1996 ai 63.785 del 2008.
-Per le diverse coltivazioni, con riferimento alla superficie investita, si evidenzia una generale diminuzione, dovuta al fatto che il “fattore terra” è un bene limitato al quale si ricorre per le nuove aree industriali o artigianali, per le infrastrutture e per le aree edificabili - anzi, spesso si utilizzano proprio quelle aree di pianura o adiacenti ai centri urbani, particolarmente produttive dal punto di vista agricolo -. Ciò premesso, la diminuzione delle superfici coltivate a cereali, nei dodici anni considerati, è stata del 14,2%: si è passati dagli oltre 24.000 ettari del 1996 a poco più di 20.600 del 2008. La diminuzione è stata soprattutto a carico del frumento tenero con 4.000 ettari in meno, mentre sono aumentate quelle a frumento duro (+800 ettari) e a mais (+525 ettari). E' pressochè scomparsa la coltivazione della barbabietola che nel 1996 occupava oltre 3.700 ettari, così pure ha subito una forte contrazione la coltivazione della fragola, una delle produzioni di punta dell'area cesenate. La diminuzione si è avuta soprattutto per quelle coltivate in pieno campo (oltre 900 ettari nel 1996, 450 nel 2008) mentre sono lievemente aumentate quelle “sotto tunnel” (150 ettari nel 1996 passate a 190 ettari nel 2008).
-Nel comparto delle coltivazioni frutticole la contrazione è stata di oltre il 16% passando dai quasi 22.500 ettari a poco meno di 19 mila ettari del 2008. Sono diminuite tutte le principali specie frutticole ad eccezione dell'olivo, che ha conosciuto una forte espansione (da 200 ettari del 1996 a quasi 700 ettari del 2008). Anche la vite, che si estende per oltre 6.660 ettari, ha registrato, nei dodici anni in esame, un aumento di oltre 150 ettari (+2,7%). La tipologia di produzione si è nel tempo sempre più qualificata: infatti sono aumentati i vini prodotti da uve a denominazione di origine, i cosiddetti DOC (Sangiovese, Trebbiano, Cagnina e Pagadebit) e DOCG (Albana) con 50 mila q.li di prodotto in più nel 2008 rispetto al 1996. Da qualche anno, con l’introduzione del marchio DOP, per i vini che non raggiungono gli standard dei DOC o DOCG, ma comunque di buona qualità, sono state create le IGT, vini ad indicazione geografica tipica: nel 2008 ne sono state certificate più di 200 mila q.li
Le restanti specie frutticole hanno subito forti contrazioni: oltre 2 mila ettari in meno di pesche, 400 ettari in meno di nettarine, e così via tutte le altre: le susine hanno contenuto il calo attorno ad un -5,8%, con 50 ettari in meno.
- Il comparto zootecnico vede un generalizzato calo dei capi bovini, ovicaprini e suini: i primi, nei dodici anni considerati, hanno perso oltre 9 mila capi; dello stesso tenore la diminuzione degli ovini, mentre nel 2008 si contano oltre 75 mila suini in meno rispetto al 1996. Di contro si consolida la produzione avicola, soprattutto del pollo da carne: 10 milioni di capi prodotti in più nel 2008 rispetto al 1996 e oltre 100 mila tacchini in più. Anche le galline ovaiole sono aumentate portando la produzione di uova da consumo nel 2008 a poco meno di 1 miliardo di pezzi rispetto ai 750 milioni dell'anno 1996.


Il volume è consultabile sul sito, e scaricabile per intero, all’indirizzo www.fc.camcom.it,  area Informazione economico statistica, prodotti, quaderni agricoltura
Le copie cartacee di “Agricoltura 2008” possono essere richieste all’Ufficio Statistica e Studi dell’Ente (Corso Repubblica 5 – 47121 Forlì)