marta1963

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Domenica 06 Dicembre 2009 // Caserta

L'ANSIOSA ATTESA

Tutte le finestre erano spalancate, nonostante fosse mattino presto il caldo era asfissiante. Tommaso era seduto al computer e, ansioso, sperava di trovarvi il calendario delle convocazioni. Nulla ancora era apparso sulla schermata quindi; deluso era uscito dal programma e spegneva tutto. Erano più di quindici giorni che ripeteva quell’operazione e con esito sempre negativo. Era molto nervoso. In quel periodo, di solito, le convocazioni già erano state fatte. Tommaso sapeva dei grossi tagli del personale nelle varie arie ed era preoccupato; se n’era parlato tanto alla televisione, e questo non prometteva nulla di buono. Amareggiato si recava in cucina dalla moglie per riferirle la cosa.

-          Quest’anno, le cose sembrano andare peggio. Siamo arrivati a fine Agosto e le convocazioni ancora si fanno. È assurdo. Tra pochi giorni si riaprono le scuole e noi siamo ancora a casa nell’attesa della chiamata. Ti rendi conto, Angela?

-          Dio Santo!

-          Ho saputo che nella scuola dove io presto servizio si è perso un posto e credo che rimanere là, quest’anno, è un po’ difficile.

-          Tu lavorerai, vero? Non rischi il posto?

-          Tranquilla, cara. Non rischio il posto. E’solo che quest’anno mi toccherà cambiare scuola se alle convocazioni, quelli che mi precedono in graduatoria, scelgono la stessa scuola dove io lavoro.

-          Pazienza. L’importante è lavorare.

Dopo alcuni giorni, Tommaso sempre seduto davanti al computer chiama la moglie per riferire la bella notizia.

-          Angela, oggi, nel primo pomeriggio, ci sono le convocazioni!

-          Signore, ti ringrazio!

-          Adesso non mi resta altro da fare che sperare di rimanere nella scuola dove sono.

-          Allora incrociamo le dita, caro.

Tommaso era in preda all’ansia. Lui, tutt’oggi, non è ancora di ruolo e ha una moglie e dei figli da mantenere. Lavora nella scuola da più di dodici anni e tutto sembra andare ancora per le lunghe. Le emissioni in ruolo, nell’ultimo decennio, sono state sempre più poche, nonostante le sollecitazioni da parte dei sindacati. Nel caso, le cose dovessero andare come previsto, a Tommaso oltre a viaggiare un po’- cosa che costerebbe di più- gli sarà impedito di accompagnare la sua primogenita a scuola- altro problema perchè la moglie, negli anni successivi alla nascita della prima bambina, precisamente cinque, ha avuto a distanza di quindici mesi altri due bambini ed è davvero un problema per lei, il mattino, doverla accompagnare.

-          Angela, come faremo con la bambina?

-          Non preoccuparti caro. Un modo lo troveremo. Non fasciamoci la testa prima di rompercela.

-          Tu hai i bambini piccoli. Non puoi accompagnarla. Dobbiamo rivolgerci a qualche asilo privato e pagare. Ci vorranno altri soldi.

-          Caro, abbi fiducia. Può darsi che oggi, alle convocazioni, avrai la fortuna di scegliere di nuovo la scuola dove hai lavorato fino a poche settimane fa e tutto si aggiusta. Nel caso, non fosse così, avremo quindici giorni per pensare e risolvere il problema. Non disperare!

-           Ti amo! Senza di te, che cosa farei!

Nell’ora di pranzo, Tommaso manda giù qualcosa ed in macchina via sulla provinciale per arrivare a tempo al provveditorato di Caserta. L’ansia lo divora. In cuor suo prega e spera che tutto vada per il meglio. Dopo circa dieci minuti, giunge a destinazione e parcheggia. C’e folla all’ingresso principale. Le forze dell’ordine si creano un varco per passare. Hanno in mano un megafono e parlano alle tre persone che, sono sul terrazzo dell’enorme edificio e che minacciano di buttarsi sotto. Tommaso è sbalordito. Quei tre sono padri di famiglia che quest’anno di sicuro non lavorano. Sono lì perché disperati. Sono tutti tristi. Poi, le porte si aprono. Le convocazioni hanno inizio. L’attesa è estenuante. L’ultimo prima di lui, titubante, poi sceglie una scuola diversa. Tommaso felice fa la sua solita scelta.