marta1963

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Mercoledì 30 Dicembre 2009 // Caserta

La Telefonata

-         Amore, ho bussato alla porta; non hai sentito?

Tilde non risponde subito. Ha bisogno di qualche secondo per riprendersi. Poi si schiarisce la gola.

-         Scusa, ma non ho sentito.

-         Tesoro, hai pianto?

-         Oh, no, è che..

-         La scuola, vero? Non sei stata convocata?

-         No! Quest’anno, sono rimasta fuori.

Tilde, all’improvviso scoppia in un pianto a dirotto. Lei è tornata dal viaggio di nozze poche settimane fa e, fino a mezz’ora prima è stata felice da morire. Finalmente, dopo quindici anni di fidanzamento, aveva visto realizzare il suo sogno e a sperare in un proprio futuro grazie alle ultime tre nomine ricevute in questi anni. La paura che negli anni addietro le attanagliava il cuore ora ricompare e la fa nuovamente sua prigioniera.

-         Caro, adesso che non percepisco più lo stipendio, come faremo?

La sposa è preoccupata. Il marito, anche lui laureato, dopo lunghi anni d’attesa e di ricerca di un posto fisso, si contenta ancora oggi, di piccoli lavori e mediocri mansioni per poter tirare avanti. Hanno aspettato per sposare, perché potessero un giorno permetterselo, E, quando tutto era sembrato ormai sicuro, riecco l’ignoto a spaventarli.

-         Non piangere, amore! Tutto si accomoderà. Vedrai! Mi troverò qualche altro lavoretto e, tu darai lezioni di latino e greco a domicilio. Tra qualche settimana inizierà la scuola e sicuramente i ragazzi avranno bisogno del tuo aiuto.

Amedeo rincuorava la moglie e, allo stesso tempo se stesso. Pure lui voleva piangere, ma non poteva farlo. Allora abbracciò la moglie come mai aveva fatto prima di allora e cercò di soffocare le lacrime e la rabbia che sicuramente lo avrebbero tradito.

-         Avremo le bollette da pagare, da fare la spesa. Oh Dio!

Tilde diceva singhiozzando. Amore, assicurami che non abbiamo fatto uno sbaglio a sposarci! Credi che sia stato poco giudizioso farlo prima?

-         Oh no! Questo, non devi proprio pensarlo. Abbiamo aspettato quindi anni ed è stato più che sufficiente. Cosa possiamo fare noi, se ogni giorno, le leggi mutano e, guarda caso sempre a nostro sfavore. Rispetto agli altri, siamo più avvantaggiati in quanto non paghiamo l’affitto e questo solo grazie ai tuoi genitori che ci hanno dato una casa di proprietà. Tireremo avanti meglio che possiamo. Dobbiamo avere fede. La speranza è sempre l’ultima a morire.

-         Tu credi che le cose miglioreranno? Mi convocheranno alla fine?

-         Penso proprio di sì. Ci saranno sicuramente altre convocazioni. Non preoccuparti!

-         Grazie, tesoro. Avevo proprio bisogno di sentirmi rassicurata.

-         Adesso, asciugati quegli occhini e sorridi! Siamo una coppia di sposi; rammenta! Per questo, dobbiamo sentirci felici. Il signore sa quello che a noi occorre e provvederà, tranquilla!

Passano i mesi e Tilde è ancora a casa nell’attesa di una telefonata. Ogni giorno aspetta ansiosa. Poi si chiede: arriverà mai!

Di una cosa è sicura: evitare assolutamente di avere bambini. Tilde e Amedeo, tutte e due hanno già superato la soglia dei trentacinque anni, quando potranno avere un loro bambino? Ammesso che un giorno le cose si sistemeranno, saranno più in grado di averli data l’età? A chiunque altro la risposta.